Prevenzione e diagnosi dei tumori alla mammella - STUDIO MEDICO Gli Archi

Prevenzione e diagnosi dei tumori alla mammella

Prevenzione tumore al seno
Il tumore al seno è purtroppo molto diffuso, colpisce 1 donna su 8 nell'arco della vita, pertanto è molto importante riconoscerne i sintomi, ma soprattutto affidarsi ad un medico specialista che saprà indicarti gli step per la corretta prevenzione e ridurre l'insorgenza del cancro al seno.

Che cos’è il Tumore al seno?

La mammella è costituita da un tessuto adiposo e un insieme di strutture ghiandolari, chiamate lobuli, unite tra loro a formare un'unica ghiandola mammaria. Il latte giunge al capezzolo dai lobuli attraverso piccoli tubi chiamati dotti galattofori (o lattiferi).

Il tumore della mammella è una malattia potenzialmente grave se non è individuata e curata per tempo. Come tutti i tumori è dovuto alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne.

La malignità di queste cellule consiste nel fatto che hanno la capacità di staccarsi dal tessuto che le ha generate per invadere i tessuti circostanti e, col tempo, anche gli altri organi del corpo. In teoria si possono formare tumori da tutti i tipi di tessuti della mammella ma i più frequenti nascono dalle cellule ghiandolari (dai lobuli) o da quelle che formano la parete dei dotti.

Quanto è diffuso il tumore alla mammella?

Si tratta, purtroppo, di un tumore molto diffuso.

Il tumore alla mammella colpisce 1 donna su 8 nell'arco della vita.

È il tumore più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 29 per cento di tutti i tumori che colpiscono le donne.

È la prima causa di mortalità per tumore nelle donne, con un tasso di mortalità del 17 per cento di tutti i decessi per causa oncologica del sesso femminile.

Negli ultimi anni si assiste ad un incremento dell’incidenza anche negli uomini al di sotto dei 45 anni d’età.

Quanti tipi di tumore al seno esistono?

Il cancro della mammella si divide principalmente in due forme: quelle non invasive (meno gravi) e quelle invasive (più pericolose).

Le forme non invasive sono le seguenti:

  • DIN: neoplasia duttale intraepiteliale (carcinoma in situ)
  • LIN: neoplasia lobulare intraepiteliale

Le forme invasive sono:

  • Il carcinoma duttale: si chiama così in quanto origina dalle cellule dei dotti e supera la parete del dotto. Rappresenta tra il 70 e l'80 per cento di tutte le forme di cancro della mammella.
  • Il carcinoma lobulare: si chiama così poiché il tumore origina dalle cellule ghiandolari e supera la parete del lobulo. Rappresenta il 10-15 per cento di tutti i cancri della mammella. Può colpire contemporaneamente ambedue le mammelle o comparire in più punti nella stessa mammella.
  • Altre forme di carcinoma meno frequenti sono il carcinoma tubulare, papillare, mucinoso, cribriforme. Questi ultimi presentano, tra le forme invasive, una prognosi più favorevole.

Come evolve il tumore al seno?

Il cancro della mammella viene classificato in cinque stadi a seconda della sua evoluzione e dimensioni.

Stadio 0: è chiamato anche carcinoma in situ. Può essere di due tipi:

  • Carcinoma lobulare in situ: non è un tumore aggressivo ma può rappresentare un fattore di rischio per la formazione successiva di una lesione maligna.
  • Carcinoma duttale in situ (DCIS): colpisce le cellule dei dotti e aumenta il rischio di avere un cancro nella stessa mammella. È considerato una forma precancerosa più che un vero e proprio tumore. Nella maggior parte dei casi, infatti, non si evolve verso un cancro vero e proprio ma regredisce spontaneamente per azione dei meccanismi di difesa dell'organismo (in primo luogo l'azione del sistema immunitario).

Stadio I: è un cancro in fase iniziale, con meno di 2 cm di diametro e senza coinvolgimento dei linfonodi ascellari.

Stadio II: è un cancro in fase iniziale di meno di 2 cm di diametro che però ha già coinvolto i linfonodi ascellari; oppure è un tumore di più di 2 cm di diametro senza coinvolgimento dei linfonodi.

Stadio III: è un tumore localmente avanzato, di dimensioni variabili, ma che ha coinvolto già anche i linfonodi ascellari, oppure che coinvolge i tessuti vicini alla mammella (per esempio la pelle).

Stadio IV: è un cancro già metastatizzato che ha coinvolto altri organi extramammari.

Se il tumore viene identificato allo stadio 0, la sopravvivenza media a cinque anni nelle donne trattate è del 98 per cento, anche se le ricadute variano tra il 9 e il 30 per cento dei casi, a seconda della terapia effettuata.

Quali sono i sintomi del tumore al seno?

Purtroppo i sintomi sono spesso inesistenti e il dolore non è un segno sempre presente nel tumore al seno, spesso le forme iniziali non provocano dolore. Uno studio effettuato su circa mille donne con dolore al seno ha dimostrato che solo lo 0,4 per cento di esse aveva una lesione maligna, mentre nel 12,3 per cento erano presenti lesioni benigne (come le cisti) e nel resto dei casi non vi era alcuna lesione.

Il dolore in questi casi era provocato solo dalle naturali variazioni degli ormoni durante il ciclo e non direttamente dalle lesioni tumorali.

È fondamentale, ai fini di prevenzione la ricerca di eventuali noduli palpabili o addirittura visibili, anche se in genere questi sono segni di una forma tumorale già avanzata e non di una forma identificata in fase precoce. Circa la metà dei casi di tumore del seno si presenta nel quadrante superiore esterno della mammella.

Alcuni segni sono molto importanti da segnalare al medico: come le alterazioni del capezzolo (in fuori o in dentro), tra cui le perdite da un capezzolo solo (se la perdita è bilaterale il più delle volte la causa è ormonale), i cambiamenti della pelle (aspetto a buccia d'arancia localizzato) o della forma della mammella.

La maggior parte dei tumori mammari, però, non dà segno di sé e si vede solo con esami strumentali, come la mammografia e l'ecografia.

Quali sono i fattori di rischio per l’insorgenza del tumore al seno?

Sono stati studiati diversi fattori di rischio per il tumore mammario, ma solo alcuni di essi sono prevenibili:

  • L'età: più del 75 per cento dei casi di tumore della mammella colpisce donne sopra i 50 anni;
  • La familiarità: circa il 5-7 per cento delle donne con tumore alla mammella ha più di un familiare stretto malato (soprattutto nei casi giovanili);
  • La presenza di alcuni geni che predispongono a questo tipo di tumore: tra cui il BRCA1 e il BRCA2. Le mutazioni di questi geni sono responsabili del 50 per cento circa delle forme ereditarie di cancro del seno e dell'ovaio, che di solito insorgono prima dei 40 anni;
  • Gli ormoni: svariati studi hanno dimostrato che un uso eccessivo di estrogeni (gli ormoni femminili per eccellenza) facilita la comparsa del cancro al seno. Per questo, in tutti i casi in cui se ne riscontra un incremento c’è un effetto negativo e, al contrario, nei casi in cui questi ormoni sono ridotti, come avviene durante le gravidanze, c’è un effetto protettivo sul tumore al seno.
  • Le alterazioni del seno, come le cisti e i fibroadenomi, che si possono rilevare con un esame della mammella in genere non aumentano il rischio di cancro. Sono invece da tenere sotto controllo le mammelle che alle prime mammografie dimostrano un tessuto molto denso o addirittura una forma benigna di crescita cellulare chiamata iperplasia;
  • Anche l'obesità e il fumo sono risultati fattori di rischio.

Come si diagnostica il tumore al seno?

Il cancro del seno viene diagnosticato con la mammografia e l'ecografia mammaria: la scelta di quale dei due esami utilizzare dipende dall'età, anche se nella maggior parte dei casi si utilizzano entrambi. In alcuni casi specifici (per esempio di fronte a mammelle molto dense o a lesioni difficili da classificare) è possibile ricorrere anche alla risonanza magnetica.

L'eventuale identificazione di noduli o formazioni sospette porta in genere il Medico a consigliare una biopsia, che può essere eseguita direttamente in sala operatoria o in ambulatorio attrezzato mediante un prelievo di cellule con ago inserito nel nodulo, al fine di eseguire un esame citologico o microistologico del campione prelevato. Nel primo caso (esame citologico) si esaminano le cellule, nel secondo (microistologico) il tessuto: questi esami consentono di stabilire la natura della malattia e, con la microistologia, di valutarne le caratteristiche biologiche.

Bisogna fare attenzione nel non confondere un’alterazione dei tessuti del seno (displasia mammaria), come la malattia fibrocistica, il fibroadenoma, che non hanno nulla a che vedere con il tumore maligno, nonostante possano generare preoccupazioni, si tratta di fatti di forme prettamente benigne.

L’importanza della prevenzione, quando farla?

Prevenzione tumore al seno 02
Prevenzione del tumore al seno

È possibile ridurre il proprio rischio di ammalarsi con un comportamento attento e con pochi esami di controllo elencati di seguito. È bene fare esercizio fisico e alimentarsi con pochi grassi e molti vegetali (frutta e verdura, in particolare broccoli e cavoli, cipolle, tè verde e pomodori).

Anche allattare i figli al seno aiuta a combattere il tumore, perché l'allattamento consente alla cellula del seno di completare la sua maturazione e quindi di essere più resistente a eventuali trasformazioni neoplastiche.

La mammografia è il metodo attualmente più efficace per la diagnosi precoce. Le Linee guida del Ministero della salute suggeriscono generalmente di eseguire una mammografia ogni 2 anni, dai 50 ai 69 anni di età, ma la cadenza può variare a seconda della storia clinica personale di ogni donna e dei suoi famigliari. Nelle donne che hanno avuto una madre o una sorella malata in genere si comincia prima, verso i 40-45 anni. L’importante è che il Medico Specialista valuti singolarmente ogni singolo paziente e che suggerisca età di esordio e frequenza della mammografia in modo mirato e personale piuttosto che sulla base di linee guida e screening uguali per tutte.

L'ecografia è un esame molto utile per esaminare il seno giovane, dato che in questo caso la mammografia è poco adatta. Si consiglia di farvi ricorso, su suggerimento del Medico, in caso di comparsa di noduli.

La risonanza magnetica viene riservata ai seni molto densi o ai dubbi diagnostici, sebbene possa essere di grande aiuto in casi specifici.

L'autopalpazione è una tecnica che consente alla donna di individuare precocemente eventuali trasformazioni del proprio seno. La sua efficacia in termini di screening è però molto bassa: questo significa che costituisce un di più rispetto alla sola visita e alla mammografia a partire dall'età consigliata, ma non può sostituirle.

I test genetici per la ricerca dei geni BRCA1 e BRCA2, responsabili di alcune forme ereditarie di cancro del seno, sono strumenti di prevenzione utili in situazioni particolari, in cui lo studio della genealogia di una persona evidenzia specifiche caratteristiche di trasmissione della malattia. Prima di sottoporsi ai test genetici è necessario rivolgersi a un genetista esperto che confermerà o smentirà l'utilità dell'esame.

In definitiva è buona abitudine fare una visita del seno presso un ginecologo o un medico esperto almeno una volta l'anno, indipendentemente dall'età.

Una dieta preventiva per ridurre l’insorgenza del cancro al seno

Diversi studi scientifici hanno dimostrato l'utilità di una dieta particolare nella prevenzione delle ricadute del cancro del seno in donne già colpite e nella prevenzione primaria, ovvero in chi non ha ancora sviluppato la malattia.

Alla base di questa alimentazione c'è un apporto elevato di fitoestrogeni (ormoni vegetali simili agli estrogeni femminili che sono contenuti principalmente nella soia e nei suoi derivati, ma anche nelle alghe, nei semi di lino, nel cavolo, nei legumi, nei frutti di bosco, nei cereali integrali). Inoltre vanno limitati gli zuccheri raffinati, che hanno l'effetto di innalzare l'insulina nel sangue e quindi di indurre il diabete, a favore di zuccheri grezzi e di amidi.

Si consiglia di consumare molte crucifere (rape, senape, rucola, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, ravanelli, cavolo) perché agiscono in modo positivo nei confronti del metabolismo degli ormoni.

Infine è bene privilegiare il pesce rispetto alle altre proteine animali, accompagnato da grandi quantità di fibre (attraverso il consumo di frutta, cereali, verdura, legumi). Da limitare l'apporto di latticini e uova, tenendo però d'occhio la quantità totale di calcio per prevenire l'osteoporosi.

In che cosa consiste il programma di screening proposto dallo Studio Medico Gli Archi?

Nella nostra Struttura è possibile sottoporsi a Visita Senologica ed Esame Ecografico della Mammella.

Ai fini della prevenzione il nostro Senologo consiglia per le donne al di sopra dei 30 anni di età, un controllo senologico una volta l’anno, con l’esecuzione di ecografia mammaria, a completamento della stessa se indicato, oltre al rispetto dello Screening Mammografico per le donne tra i 50 e i 74 anni stabilito dal Ministero della Salute.

Studio Medico Gli Archi periodicamente organizza eventi di educazione sanitaria alla prevenzione, durante i quali si insegna la tecnica dell’autopalpazione del seno necessaria per individuare sul nascere situazioni sospette e meritevoli di approfondimento diagnostico.

Per un efficace piano di prevenzione è sempre bene affidarsi a personale Medico qualificato, che sappia precocemente riconoscere le situazioni a rischio e dare le corrette indicazioni. In Studio Medico Gli Archi è presente un Medico Chirurgo Senologo, esperto ecografista, che da molti anni esercita questa attività.

Giornata della prevenzione del tumore al seno

In occasione della festa della Donna, STUDIO MEDICO Gli Archi organizza un evento dedicato alla prevenzione dei tumori al seno. NON TRASCURARE NULLA! Contattaci per una visita gratuita.

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